
Magical Universe
Questo diario fa parte del gioco di blog Magical Universe, dedicato alla saga di Harry Potter. Tutto quello che viene scritto è assolutamente inventato e per nulla legato a quanto narrato da J.K. Rowling nei suoi libri. Persino il personaggio è inventato, anche se la foto che ho usato è quella di un attore realmente esistente, Jared Leto.
Jared Robertson
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Nome: Jared
Cognome: Robertson
Data di nascita: 27 luglio
Casata: Serpeverde
Anno: 5°
Jared Robertson, Serpeverde, è iscritto al quinto anno. Ha una sorella minore, Elizabeth, iscritta al primo anno che però è stata smistata tra i Grifondoro. Elizabeth è il vero disonore di una famiglia i cui membri sono stati tutti orgogliosi Serpeverde, ora vicini al Signore Oscuro e i genitori hanno fatto promettere a Jared, tramite un Voto Infrangibile di tagliare i ponti con la sorella, alla quale comunque era molto legato. Per questo Jared sembra avercela costantemente con il mondo, è scontroso ed introverso ed è sempre pronto a sfogare la propria rabbia sugli altri, è un ribelle che difficilmente accetta che gli venga imposto qualcosa. Per questo si è guadagnato la fama dell’attaccabrighe per eccellenza in tutta Hogwarts, anche se con i suoi incredibili occhi azzurri e la sua aria da dannato fa girare la testa a metà delle ragazze della scuola. Orgoglioso e menefreghista, quando vuole sa essere la persona più dolce e comprensiva del mondo, bisogna solo trovare il modo per far emergere il suo lato “buono”. E’ molto amico di Pansy Parkinson, che considera una sorta di sorella, e di suo fratello Adam, col quale si diverte a combinare guai a destra e a manca. E’ il battitore della squadra di Quidditch della sua casata.
Amo
Il Quidditch - Far incazzare Malfoy - Viaggiare - Gli amici - Lizzie - Fare casino - Zonko, il negozio di scherzi
Odio
I Grifondoro - Il mio stupido carattere - I mezzosangue - Studiare - La McGrannit - La mia famiglia - I babbani - Le punizioni - chi comanda
la famiglia Robertson
Joshua Anthony Robertson
46 anni, è il padre di Jared.
Unico erede di una ricca e prestigiosa famiglia magica scozzese, era uno dei più fedeli Mangiamorte. Dopo la caduta del Signore Oscuro è stato rinchiuso per circa un anno ad Azkaban, quando Jared aveva circa quattro anni, ed è riuscito ad uscirne solo grazie ad una confessione segreta che ha incastrato Lucius Malfoy.
Freddo e spietato, ama comandare e dare ordini e anche per questo è disprezzato dal figlio che lo indica spesso come la causa di tutti i suoi problemi.
Ha costretto Jared ad un Voto Infangibile per essere sicuro che si mantenga a debita distanza dalla sorella minore, disonore della famiglia, che per lui è come se non esistesse più e vorrebbe che un giorno il figlio intraprendesse la sua stessa strada di Mangiamorte.
Gretchen Wilson Robertson
46 anni, è la madre di Jared.
Ha conosciuto il marito sui banchi di Hogwarts, quando erano entrambi orgogliosi Serpeverde e insieme hanno intrapreso la strada dei Mangiamorte. Riuscì a rimanere fuori da Azkaban grazie ad una dichiarazione con la quale sostenne di non essere in possesso delle sue facoltà mentali quando serviva il Signore Oscuro, a causa di una maledizione Imperius.
E’ una donna forte e determinata ed è riuscita a cavarsela egregiamente anche quando il marito era in prigione e lei era incinta di Elizabeth.
Jared la disprezza tanto quanto il disprezza il padre, sostenendo che una donna che mette la fedeltà verso il Signore Oscuro davanti a tutto, anche all’amore per i figli, non è degna di nessun tipo di rispetto. Per questo ha un rapporto molto difficile con Jared e continua a sperare che un giorno anche lui si unisca a Lord Voldemort.
Elizabeth Robertson
Elizabeth, o Lizzie, come la chiamano tutti, è la sorella minore di Jared. E' una Grifondoro e per questo è stata praticamente rinnegata da tutta la sua famiglia, che con un voto infrangibile ha costretto Jared a fare finta che la bambina non esista. Timida e con poca forza di volontà, è spesso l'oggetto degli scherzi di molti degli altri studenti, soprattutto Serpeverde. A casa è trattata con disprezzo, ma nonostante questo vuole molto bene alla sua famiglia, in particolare a suo fratello, anche se ormai ha imparato a non dimostrarlo apertamente.
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mercoledì, 26 agosto 2009, 18:11
Girl, you've got those hands that heal
Primo giorno di scuola del quinto anno, sala grande, cerimonia di benvenuto.
Che palle, tutti gli anni è la stessa storia. Una noia mortale. L’unica cosa che mi trattiene dall’addormentarmi con la testa sul tavolo anche quest’anno durante lo smistamento, è che questa volta tra i ragazzini del primo anno c’è anche mia sorella Elizabeth.
Ho sempre saputo che non sarà assegnata ai Serpeverde, è troppo buona e troppo poco furba. In cuor mio ho sempre sperato che venisse almeno smistata tra i Corvonero, l’unica casa potenzialmente degna di rispetto oltre alla nostra. I miei genitori invece hanno sempre sostenuto che verrà assegnata a Grifondoro e per questo mi hanno fatto promettere che se la cosa dovesse effettivamente verificarsi, dovrò comportarmi come se lei non esistesse. Nel profondo del mio cuore so che sarà così, ma continuo a sperare che non avvenga.
Pansy, seduta alla mia destra, mi tira una leggera gomitata. Hanno appena smistato sua sorella Stella, proprio nella nostra casa, ovviamente.
“Oh Jared, finalmente tocca ad Elizabeth! Ma com’è che non hai mangiato quasi niente, qualcosa non va?” mi chiede notando che il mio piatto, di solito uno dei primi a svuotarsi, è ancora quasi pieno. Il fatto è che ho lo stomaco chiuso perché so perfettamente cosa succederà tra cinque minuti, ma gli altri non lo sanno. Non ho parlato a nessuno di quella bellissima discussione che ho avuto con mio padre un quarto d’ora prima di salire sul treno per Hogwarts.
“No, tutto a posto…solo non ho molta fame, il viaggio in treno mi ha un po’ scombussolato lo stomaco…”.
Poi sento Adam intervenire e dire qualcosa a proposito del fatto che non ho parlato per tutto il viaggio, ma smetto di ascoltarlo nel momento in cui sento chiamare il nome di mia sorella a gran voce perché si avvicini a quello stupido cappello. Lizzie attraversa la navata, si siede sullo sgabello e io lascio cadere la mia testa sulle braccia conserte sul tavolo.
Questi sono proprio quei momenti in cui gradirei che la mia esistenza finisse.
Dopo due minuti che sembrano un’eternità sento quell’inutile cappello dire l’unica parola che non avrei mai voluto sentire: “Grifondoro!”.
Dal tavolo dei grifi si alzano urla di gioia, dalle nostre parti invece si sente solo il mio pugno sbattere fortissimo contro il legno scuro del tavolo e la mia sedia che cade mentre mi alzo e, contro ogni regola e incurante del sangue che cola dalle mie nocche, me ne vado in Sala Comune prima che la cerimonia sia finita, senza scambiare una parola con nessuno.
***
“Razza di idiota, ci volevano togliere dei punti ancor prima di iniziare l’anno scolastico, per la tua bella trovata di andartene senza dire niente” sbotta Leyla non appena entra nella Sala Comune e mi trova sdraiato su uno dei divanetti a fissare il soffitto.
“Lestrange, taci” dico solamente senza nemmeno prendere la briga di alzarmi. Non ho voglia di litigare con lei, oggi.
“Provaci ancora a dirmi di tacere, Robertson, e vedrai…”
Mi alzo di scatto e mi avvicino alla ragazza con fare minaccioso, cosa che la fa innervosire ancora di più, si vede da come mi guarda e dal fatto che ha già in mano la bacchetta puntata contro di me.
“Cosa? Cosa mi farai?” le urlo contro senza pensarci.
“Oooook cosa ne dite di smetterla di cercare di uccidervi a vicenda solo dopo tre ore che siamo arrivati?” interviene Pans, mettendosi totalmente davanti a me e spingendomi indietro.
“Non finisce così Robertson, sia chiaro” conclude nel frattempo Leyla che con fare minaccioso continua ad agitare la sua bacchetta contro di me, per poi venire letteralmente trascinata via da Ian che la porta a sedere su una delle poltrone davanti al camino, dall’altra parte della stanza.
“Abbiamo detto a Silente che non stavi bene e sei dovuto correre via, così non ci ha tolto punti. Non credo se la sia bevuta, a dire il vero, ma va be’…” mi dice Pans quando ormai siamo seduti su un divanetto, da soli.
Alcuni degli altri sono con Leyla e Ian, Adam e Patrick sono corsi subito nei dormitori, sono convinto che stiano tramando qualcosa, Stella è con Milly che sicuramente la starà aggiornando su tutti i pettegolezzi della scuola.
“Grazie Pans” dico rivolgendole un sorriso stanco mentre mi alzo dal divano, appoggiando la mano proprio vicino alla sua.
“Ma ti sei fatto male!” esclama notando il taglio sulla mano che mi sono procurato prima, e che io non mi sono preso la briga di sistemare. Meno male che ci pensa Pans con un rapido incantesimo.
“Jared guarda che comunque non me la bevo neanche io”
“Lo sospettavo, sai?”
“Se vuoi parlarne, di qualunque cosa si tratti…anche se penso c’entri tua sorella, vero?”.
Mi risiedo accanto a lei, sospirando.
“Pans è un gran casino”
“Be’ lo so, non è il massimo della vita essere smistati tra i Grifondoro…”
“Non è solo questo Pans” la interrompo “se fosse solo questo il problema, me ne farei una ragione…”.
Mi lascio andare con la schiena contro lo schienale del divanetto, sospirando di nuovo e guardando il soffitto.
“Mio padre mi ha costretto a fare un Voto Infrangibile, capisci? Poco prima di salire sul treno…è facile, in realtà. Se Lizzie fosse stata smistata tra i Grifondoro, avrei dovuto allontanarmi da lei e fare finta che non esistesse. Lei è nei Grifondoro, quindi non esiste più. Altrimenti…” Pans mi stringe la mano e io trovo il coraggio di dire quella parola che finora ho solo pensato, illudendomi che non fosse vero “…altrimenti muoio. E’ abbastanza semplice, in effetti”.
Stiamo entrambi in silenzio per un attimo, è difficile dire qualcosa di sensato.
“Ma non potevi rifiutarti di farlo?” mi chiede poi Pans, anche se so perfettamente che conosce già la risposta.
“No…conosci i miei genitori. Se avessi potuto rifiutarmi, l’avrei fatto volentieri, fidati”
“E tua madre? Non ha detto niente?”
Mi lascio sfuggire un sorriso amaro. Mia madre…
“Mia madre ha fatto da Suggello, figurati…”
“Ah, giusto…E non esiste un modo per annullare il tutto, vero?”
“Non che io sappia…” rispondo sconsolato.
“Mi spiace, Jar”
Rispondo con un’alzata di spalle e una sottospecie di sorriso.
“Me la caverò anche questa volta, fidati. Non ti libererai così facilmente di me...”
“Sì guarda Jar, lo so che mi romperai le palle ancora per molto tempo!”
Le sorrido per poi rimanere lì con lei in totale silenzio per qualche minuto, finchè Milly non chiama Pans per farle vedere non so che vestito su non so che rivista di moda che sta guardando con sua sorella, penso stiano già pensando al vestito per la festa.
“Pans mi raccomando, non dirlo a nessuno…”
“Tranquillo, sono una tomba!” mi rassicura, prima di alzarsi e raggiungere la bionda e io vado in dormitorio. Chissà che Adam e Patrick non riescano a trovare il modo di farmi pensare ad altro.
JaredRobertson
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[lizzie, pans, voto infrangibile] [url]