Marauders time

Questo diario fa parte del gioco di blog Marauders Time, dedicato alla saga di Harry Potter e ambientato all'epoca dei Malandrini.
Tutto quello che viene scritto è assolutamente inventato e per nulla legato a quanto narrato da J.K. Rowling nei suoi libri.
Persino il personaggio è inventato, anche se la foto che ho usato è quella di un attore/cantante realmente esistente, Jared Leto.

Jared Robertson


Nome: Jared
Cognome: Robertson
Età: 17 anni
Compleanno: 27 luglio
Casa: Serpeverde
Fequenta: il 7° anno

Jared Robertson, Serpeverde, è iscritto al settimo anno.
Con i suoi occhi incredibilmente azzurri è riuscito a far innamorare di sè almeno metà delle ragazze di Hogwarts, ma lui è interessato solo ad Emily.
Ha una sorella minore, Elizabeth, iscritta al primo anno, ma è una Grifondoro. Per questo Jared è quello che tutti definirebbero un'anima ribelle mai in pace con sè stesso.
Sembra avercela costantemente con il mondo ed è sempre pronto a sfogare la propria rabbia sugli altri, non per niente si è guadagnato la fama dell'attaccabrighe per eccellenza in quasi tutta Hogwarts.
E'purosangue e ha promesso ai suoi genitori di tagliare i ponti con la sorella, vero disonore di una famiglia i cui membri sono stati tutti orgogliosi Serpeverde, ora vicini al Signore Oscuro. Ma non sempre è facile per lui, e spesso, quando nessuno dei suoi amici è nei paraggi, corre in difesa della piccola Lizzie.
Orgoglioso e menefreghista, quando vuole sa essere la persona più dolce e comprensiva del mondo. Odia con tutto sè stesso Sirius Black ed è il migliore amico di Ray e di Lucius, che conosce da quando erano bambini.

Amo

Emily - Il Quidditch - Far incazzare Black e i suoi amichetti - Viaggiare - Gli amici - Lizzie - Fare casino - Zonko, il negozio di scherzi

Odio

Sirius Black e compagnia - I Grifondoro - Il mio stupido carattere - I mezzosangue - Studiare - La McGrannit - La mia famiglia - I babbani - Le punizioni

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domenica, 16 settembre 2007, 23:30

Let's the party started

Con Ray sto attraversando il cortile, diretto al castello subito dopo gli allenamenti settimanali di Quidditch.
“Secondo te” inizio rivolgendomi al mio amico “Lucius ci è o ci fa?”
“No ti prego Jared, non cominciare…”
“No, ma scusa” dico sistemando meglio la borsa con l’attrezzatura sulla spalla “Se giocassimo con quello schema proposto da Dan…se io e l’idiota andassimo avanti…” continuo, muovendo nell’aria la mazza da battitore che ho in mano, accompagnando le mie parole con dei gesti per spiegare meglio lo schema.
“Tu e Regulus?”
“Sì, io e l’idiota…”
“Quando ti deciderai a chiamarlo con il suo nome?” mi chiede Ray, sospirando.
“Mah, probabilmente quando diventerà meno idiota…cioè mai…” rispondo convinto “comunque…se io e l’idiota andassimo avanti e coprissimo te, Emy e Mirdiana allontanando i bolidi…”
“Non so Jar, alla fine Lucius ha ragione…Dan in questo modo rimarrebbe scoperta…”
“Sì ma Dan non è mica la prima scema che passa, è uno dei migliori cercatori che abbia mai visto…”
“Sì ma…”
“Ok” lo interrompo, rassegnato e quasi spazientito “ok, ho capito, ti sei rincretinito anche tu come il signor Malfoy”
“Jared…”
“No no, Jared un bel niente, vi siete rincretiniti, non sapete più giocare…volete perdere? Accomodatevi! Poi non dite che io non ve l’avevo detto, eh! Perché se io e l’imbecille andassimo avanti, cacceremmo lontani tutti i bolidi” dico dando un colpo ad un bolide immaginario con la mazza “e voi avreste la strada libera con le pluffe e Dan intanto cercherebbe il boccino indisturbata, perché i bolidi non farebbero nemmeno in tempo a raggiungerla…e poi comunque, Dan schiva i bolidi meglio di te e me messi insieme, diciamocelo…”
“Allora” risponde Ray, abbassandosi per schivare la mazza che gli stava per arrivare accidentalmente in testa “Innanzi tutto smettila con questa cosa che mi stavi per spaccare la testa…e poi non devi mica convincere me, devi convincere Lucius…è lui che decide…”
“Sì ma Lucius piuttosto che darmi ragione si butta sotto un treno…siamo destinati a perdere, amico!” concludo, mettendo un braccio intorno alle spalle di Ray.
“Uh a proposito di perdenti…guarda un po’chi si vede…” risponde Ray con uno strano sorriso dipinto in volto, indicando con un cenno del capo due persone poco lontane.
“L’idiota-capo e il suo fedele compagno!” continuo, con un sorriso identico a quello di Ray.
“Stai pensando a quello che sto pensando io?”
Annuisco col capo, mentre prendo la bacchetta dalla tasca dei jeans, con la mano che fino a poco fa era sulla spalla di Ray.
“Tarantallegra!” esclamo tenendo la voce il più bassa possibile, puntando la bacchetta verso Sirius Black che dopo un secondo inizia a muoversi sulle gambe senza sosta.
Subito rimetto la bacchetta al suo posto e vedo Potter guardarsi in giro stupito, per cercare la fonte dell’incantesimo, quando finalmente il suo sguardo si ferma su di noi che stiamo ridendo a crepapelle.
“Finite incantem!” Esclama poi, puntando la bacchetta contro il suo amico. Gli dice qualcosa che né io, né Ray riusciamo a capire e poi si avvicinano entrambi a noi, con le bacchette strette in mano.
“State cercando guai?” chiede Black, cercando di essere minaccioso.
“Chi, noi? Ray, stai cercando guai?” chiedo al mio amico, con aria da finto ingenuo.
“No, io no…”
“Ecco io nemmeno…magari Black sei tu che cerchi guai? Si può sapere cosa vuoi?” chiedo tornando serio e minaccioso.
“Non fare l’idiota Robertson…lo sappiamo che è stato uno di voi due a lanciare l’incantesimo..”
“Potter non sappiamo di cosa stai parlando, noi non abbiamo lanciato nessun incantesimo…” risponde Ray, reggendomi egregiamente il gioco.
“Ah no? E allora chi ha lanciato il Tarantallegra su Sirius?”
“E che vuoi che ne sappia io, Potter? Magari al tuo amico era presa una irrefrenabile voglia di ballare…”
“E sinceramente Black, lasciatelo dire…ma non sei molto portato per il ballo, sai?” conclude Ray, trattenendo a stento una risata.
“Siete solo due idioti…” tuona d’un tratto Potter, puntando la sua bacchetta contro di noi.
“Ehi ehi, chi è che cerca guai ora?” risponde Ray, mentre con un movimento velocissimo della mano destra, prende la sua bacchetta dalla tasca dei jeans e la punta contro Potter.
“E tu cos’hai intenzione di fare, Black?” chiedo, notando che Sirius ha mosso leggermente la mano con la quale tiene la bacchetta, mentre io ho lasciato andare la borsa a terra e ho iniziato a battere ritmicamente la mazza da battitore che tengo con la mano destra, contro la mano sinistra.
“Schiantarti?” mi dice con la sua solita espressione da pallone gonfiato, mentre alza la bacchetta contro di me.
“Accio borsa!” esclama intanto Potter, facendo alzare la mia borsa da terra che va a finire direttamente nelle sue mani.
L’idiota ha approfittato del fatto che ero concentrato sul suo amico per prendere la mia attrezzatura da Quidditch! E del fatto che Ray stesse dormendo, probabilmente. Come ha fatto Ray a non accorgersi di quel che aveva intenzione di fare Potter?
“E ora come la mettiamo, Robertson?” chiede Potter con la sua solita aria da sbruffone.
“La mettiamo che è meglio per te se incominci a correre, perché se ti prendo giuro che ti uccido!” tuona Ray senza lasciarmi il tempo di rispondere, evidentemente irritato dal fatto che Potter sia stato più veloce di lui.
E in men che non si dica i due iniziano a rincorrersi per tutto il cortile, sparendo in un attimo dalla mia vista.
“Allora Black, dicevamo?” riprendo, continuando a minacciarlo con la mazza da battitore.
Possibile che non ci abbia mai pensato prima? Ho un’arma del genere tra le mie mani ormai da anni e me ne sono reso conto solo ora.
“Dicevamo che sei un idiota…”
“L’idiota sei tu, Black…vogliamo vedere quanto è piccolo il tuo cervello, sempre se esiste? Ti apro la testa in due con la mazza senza problemi…”
Porto indietro il braccio per colpire Black con tutta la forza che ho, lui probabilmente sta preparandosi a lanciare qualche incantesimo con quella sua inutile bacchetta quando qualcosa mi blocca il braccio.
O, per meglio dire, qualcuno.
“Che cavolo…” dico voltandomi, pronto a fare a pugni con chiunque.
Mi trovo però davanti una ragazza con i capelli lunghi e neri e il viso angelico, che a quanto sembra dalla sua divisa e dalla spilletta che vi porta appuntata, è uno dei prefetti di Corvonero.
“Black, quindici punti in meno a Grifondoro!” esclama, mentre prende dalla mia mano la mazza da Quidditch e riportandomi il braccio lungo il fianco, nella sua posizione naturale.
“Ma come! Questo imbecille mi stava spaccando la testa e la mia casata perde punti?” protesta l’idiota, riponendo la bacchetta in tasca.
“Sparisci Black, o te ne tolgo altri quindici!” dice la ragazza con fare perentorio e mentre Black si volta per andarsene, aggiunge “Tu invece vieni con me direttamente da Lumacorno” tirandomi per il braccio, con un modo di fare decisamente poco gentile.
“Ehi che razza di modi! Non c’è bisogno di trascinarmi, ci vado da solo da Lumacorno!” mi lamento, mentre Black ormai è già lontano, probabilmente alla ricerca del suo amico Potter.
Anche la ragazza si volta per guardare Black e quando si rende conto che non è più nei paraggi, mi lascia andare.
“Oh ecco…scusa, ma ho dovuto farlo…dovevo far credere a quel cretino che ti avrei dato una punizione esemplare…” dice ridandomi indietro anche la mazza da battitore.
“Eh?” chiedo guardandola, un po’ confuso “Non devo andare da Lumacorno?”
“No, l’ho detto solo per far credere al Grifondoro che ti avrei dato una bella punizione, ma non mi passa proprio per il cervello di punire uno che stava per spaccare la testa a quell’idiota…”
“Oh, meno male qualcuno che mi da ragione…”
“Sono Lakeisha Mya Mayfair, comunque, Prefetto Corvonero e sostenitrice dell’utilizzo delle maniere forti contro i traditori del proprio sangue” mi dice allungando la mano verso di me, ma io mi sposto indietro, convinto per un attimo che voglia riprendermi il braccio e trascinarmi da Lumacorno.
“Ti ho detto che non ti ci porto da Lumacorno!” esclama ridendo divertita del mio gesto istintivo, mentre continua a tenere la mano sospesa verso di me.
“Sono Jared Robertson…” dico stringendo la sua mano con un mezzo sorriso, imbarazzato “e non sono né Prefetto, né nient’altro…”
“Be’, sei battitore, no? O la mazza ce l’hai solo ed esclusivamente per pestare la gente?”
“Sì, sono battitore della squadra di Serpeverde, in effetti…”
“Toglimi una curiosità, signor battitore della squadra di Serpeverde…se poco fa avessi allungato la mano per tastarti il sedere ti saresti spostato?” mi chiede seria e io non posso far altro che rimanere interdetto ed estremamente imbarazzato. Credo che sulla mia faccia siano passate cinquanta tonalità diverse di rosso nel giro di un secondo.
“Stavo scherzando, su!” mi dice ridendo, per poi tirare fuori dalla tasca una busta che mi mette quasi di nascosto in una mano, passandomi accanto per andarsene.
“Fanne buon uso…” mi dice poi in un soffio, mentre si allontana.
Rimango per un attimo a rigirarmi la busta tra le mani e riconosco subito il timbro delle Waves Lady, un corvo con una corona.
Sto per aprirla, quando mi ricordo di Ray e della mia attrezzatura da Quidditch. Quindi metto la busta in tasca e di corsa mi dirigo verso l’entrata del castello, per poi precipitarmi nei sotterranei, nella nostra Sala Comune.

***

“Hai visto Ray?” chiedo a Jake, che se ne sta sdraiato su uno dei divanetti della Sala Comune, mentre con la bacchetta fa roteare in aria un libro di Storia della Magia, visibilmente annoiato.
“Sì, è andato nel dormitorio credo, blaterava qualcosa riguardo Potter e il Quidditch…non ho capito granchè, a dire il vero…è strano quel ragazzo…”
“E tu invece, che fai roteare un libro per aria, credi di essere normale?” gli dico, guardandolo con perplessità.
“Mi annoio…non ho voglia di studiare…sai dov’è Emy? O Dan? Così mi faccio fare i compiti da loro…”
“Dopo gli allenamenti hanno detto che andavano in biblioteca, avevano un appuntamento con Nicole…ma dubito che faranno i tuoi compiti, sai? Dubito anche che faranno i loro…”
“Oh be’” risponde alzandosi e prendendo al volo il libro “Almeno sarò in compagnia! Da solo mi annoio e mi passa quella poca voglia che ho di studiare…Ci vediamo!”
Jake esce dalla Sala Comune che rimane così deserta e non mi resta altro da fare che andare in camera a vedere se Ray e tutta la mia attrezzatura da Quidditch sono lì.
Salgo le scale e appena apro la porta del dormitorio, vedo Ray sdraiato sul suo letto e tutta la mia roba buttata sul mio.
“Ah sei riuscito a recuperare tutto! Grazie, ti devo un favore…” dico chiudendomi la porta alle spalle, dando un’occhiata veloce alla borsa sul letto.
“Comunque io lo uccido Potter. Un giorno di questi lo uccido.” Risponde Ray, come se io non avessi nemmeno aperto bocca.
“Se vuoi ti presto la mazza…Ray, dimmi perché abbiamo avuto per anni tra le mani un’arma del genere e non abbiamo mai pensato prima di usarla contro quei cretini…dovevi vedere la faccia di Black quando stavo per spaccargli la testa…”
“Stavi per…? Perché, chi ti ha fermato?” mi chiede incuriosito, mettendosi a sedere sul letto “Non ti sarai fatto togliere altri punti, vero?”
“Altri?” chiedo “Ti sei fatto togliere dei punti?”
“Sì…ci ha beccato quell’idiota della Evans…va be’, te lo spiego dopo…chi ti ha fermato?”
“Lakeisha qualcosa…non mi ricordo il cognome…uno dei prefetti di Corvonero, comunque…hai presente quella tizia carina, con i capelli lunghi, neri…l’amica di Chris…”
“Ah sì, quella che mi pare abbia un fratello gemello, quel tizio con gli occhiali…strano forte, quello…comunque ho capito chi è…e quanti punti ti ha tolto?”
“E’ proprio questo il bello, non me ne ha tolti” spiego a Ray, che non sembra voler credere alle sue orecchie “mi ha colto sul fatto, ti giuro, stavo per spaccargli la testa a quel cretino…e ha tolto quindici punti a lui, senza fare niente a me…dice che Black è un idiota e non può punire uno che voleva spaccargli la testa in due…”
“Ottimo! I tuoi occhioni azzurri hanno colpito ancora?” mi chiede, ridendo.
“Idiota!” rispondo, lanciandogli il cuscino in pieno petto, che lui prende al volo e mi rilancia indietro. “Mi è parso di capire che anche lei detesti Black, io non c’entro…anche se devo dire che la tizia non è niente male…”
“Lo sai vero, che se Emy ti sente dire una cosa del genere sei un uomo morto?”
“Lo so, lo so, ma tanto Emy non c’è…e poi non ho detto niente di male, ho semplicemente detto che è carina, non che me la voglio sposare…” protesto, mettendomi a sedere sul letto.
“Niente di male per te, ma se ti sentisse Emy sarebbe un casino, fidati. Le donne sono strane Jared, sono strane!” conclude, lasciandosi cadere con la schiena sul letto.
“Va be’, quando hai finito di fare il filosofo mi puoi raccontare come hai recuperato la mia attrezzatura?” chiedo, prendendo la borsa e buttandola sul pavimento, per poi sdraiarmi sul letto.
“Ho rincorso Potter per un po’, ma quello corre come il vento, non gli stavo dietro…stavo per lanciargli contro un incantesimo a caso, giusto per farlo rallentare, raggiungerlo e riempirlo di pugni, quando una simpatica ragazza che stava seduta sotto un albero a leggere ha allungato una gamba e gli ha fatto lo sgambetto, facendolo rotolare per terra…”
“Chi?” chiedo incuriosito.
“Nicole! Chi altri, se no? Gli ha fatto lo sgambetto e poi è sparita, dicendo qualcosa a proposito della biblioteca e di Dan ed Emy...”
“Sì, dovevano studiare insieme…si è unito anche Jake a quanto pare, l’ho incontrato poco fa nella Comune…”
“Allora sicuramente studieranno!” ride Ray, per poi riprendere il suo racconto. “Comunque poi sono riuscito a raggiungere Potter, stavo per buttarmi su di lui e riempirlo di botte, ma è arrivata quella guastafeste della Evans…ha tolto dieci punti a me e cinque a Potter…”
“Ma i Grifi sono scemi, si tolgono i punti anche tra di loro?” chiedo, non riuscendo a capacitarmi del fatto che la Evans abbia tolto dei punti ad un suo compagno di casa.
“Eh…che ci vuoi fare, sono Grifi…comunque sono riuscito a recuperare le tue cose…meno male che abbiamo lasciato le scope negli armadietti nello spogliatoio del campo, se no sarebbe stato un casino…”
“Va be’, potevamo spaccargli in testa anche la scopa, non ci sarebbe stato alcun problema…” dico alzandomi per poi cercare di mettere un po’d’ordine nella stanza. Se dovesse entrare Lucius e dovesse vedere tutto questo casino, romperebbe le scatole fino a Natale.
“Ti è caduto un foglio…” dice Ray ad un certo punto e noto che accanto ai miei piedi c’è la busta che mi ha dato Lakeisha.
“Ah, me l’ero dimenticata…me l’ha data Lakeisha prima” dico prendendola per poi aprirla. “Torre di Astronomia. Venerdì ore 22. Festa a tema: i colori della nostra casata” leggo ad alta voce. “C’è il timbro delle Waves Ladies”
“Ah un invito ad una delle feste più esclusive della scuola! E te l’ha dato anche a mano! Te l’ho detto che hai fatto colpo sul bel Prefetto Corvonero….” Dice Ray, prendendomi di nuovo in giro.
“Smettila, idiota…”
“Hai intenzione di andarci?” mi chiede poi, ritornando più o meno serio.
“Sinceramente non lo so, dipende da come mi gira quella sera…se vado ad una festa senza Emy però sono morto…” dico rimettendo l’invito nella busta, per poi mettere il tutto in un cassetto del comodino.
“L’hai detto…e sei ancora più morto se viene a sapere che l’invito arriva direttamente dal bel prefetto Corvonero…”
“Ray, parlando seriamente…se ti fai sfuggire questa storia di Lakeisha con qualcuno, soprattutto con Dan o Emy, l’uomo morto sarai tu…”
“Eh che sarà mai, ti ha coperto le spalle mentre stavi per uccidere Black e ti ha invitato ad una stupida festa…sinceramente non ci vedo niente di male…”
“Sì, ma l’hai detto tu, no? Le donne sono strane…Emy poi…”
“Sì, Emy è più paranoica di te…vi siete proprio trovati…” conclude Ray ridendo, mentre io lo colpisco in testa con la copia di questo mese di Quidditch Match che ho trovato sul comodino.

***

“Quindi è arrivata a tutti?” chiede Lucius, riferendosi alla busta delle Waves Lady che tiene in mano.
Siamo nella nostra Sala Comune e oltre a noi non c’è nessun altro. Forse perché abbiamo cacciato tutti i ragazzini che occupavano la stanza in maniera decisamente poco gentile.
“E’ arrivata a tutti…” conferma Bella, dandosi un’occhiata in giro. Tutti hanno in mano la busta nera. Tutti tranne me.
“Jar ma è arrivata anche a te? Non l’ho vista sul tuo cuscino…” continua Malfoy, fissandomi dall’alto in basso.
Non mi degno nemmeno di rispondere, odio la sua arroganza, odio il suo modo di fare con tutto me stesso. Mi alzo leggermente dalla poltrona sulla quale sono seduto, estraendo dalla tasca posteriore dei jeans la busta nera e lanciandola sul tavolino davanti a me. Se pensa che io sia inferiore a lui solo perché non ha visto la stupida busta sul mio letto, si sbaglia di grosso.
“Me l’ha data Lakeisha in persona, contento?” dico risedendomi, con un tono di voce che sembra tanto di sfida.
“Non mi interessa chi te l’ha data, mi interessa solo che tu l’abbia…perché lo sai cosa succede a chi parla dell’invito ad una persona che non l’ha ricevuto,vero?”.
Annuisco col capo, ma le parole di Lucius mi fanno ripensare a quanto accaduto nel pomeriggio. Ho parlato a Ray dell’invito, ma lui non l’aveva ancora ricevuto. Va bene, questo è un problema che affronterò in seguito.
“Chi è che te l’ha data?”
Emy, seduta sul bracciolo della mia poltrona, mi guarda inarcando un sopracciglio. Lancio un’occhiata a Ray, esattamente dietro di lei, che a sua volta mi guarda sopprimendo una risata e tirando una gomitata a Dan, seduta accanto a lui, che a sua volta si trattiene a fatica dal ridere. Quell’idiota ne ha parlato a Dan. Vatti a fidare degli amici…
“Lakeisha, un Prefetto di Corvonero…va be’, te lo spiego dopo, ok?”
“Ah bene, ora anche le Corvonero…” commenta tra sé e sé, incrociando le braccia al petto, offesa.
Quest’estate le cose tra noi sono migliorate, decisamente. A casa di William ci siamo riappacificati e da allora sembriamo quasi una coppia ‘normale’. Io cerco di far finta che tra lei e il Rinnegato non ci sia mai stato niente e lei cerca di trattenere la sua gelosia, provando a convincersi che tra me e la Finch non ci sia mai stato niente. Cosa vera, peraltro, a differenza del bacio tra lei e Black. Però, ogni tanto, la sua gelosia insensata torna a farsi sentire.
Alzo lo sguardo al cielo, trattenendo qualunque tipo di commento per evitare di litigare. Sto diventando abbastanza bravo in questo, ormai l’ho capito che in questi casi, qualunque commento da parte mia diventerebbe spunto per una discussione infinita e infondata. Per cui evito ogni volta che posso, perché nonostante tutto Emy è la mia ragazza e a lei ci tengo, nonostante le liti e tutto il resto.
Allungo un braccio fino a raggiungere la vita della ragazza, per poi tirarla verso di me, facendola scivolare giù dal bracciolo della poltrona, fino alle mie gambe.
Emy si lascia sfuggire un piccolo urlo, presa alla sprovvista, ma poi si volta a guardarmi e mi sorride e non posso far altro che sorridere a mia volta.
“Quando avete finito di fare gli sdolcinati voi due, potreste avvisarci? No perché avremmo qualcosa di importante da decidere…” interviene Bella, sventolando in aria la sua busta.
“Ecco appunto, si può sapere perché siamo qui che non l’ho ancora capito?” chiede Jake, dando voce a quello che credo sia un po’il pensiero di tutti.
“Perché dobbiamo decidere se andare o no alla festa…ti ricordo che i Serpeverde non si mischiano alla gente comune tanto facilmente…” risponde Lucius, mentre Nic, seduta alla sua destra, ma leggermente più indietro, gli fa il verso. Ed è veramente difficile non ridere, vedo Ray ruotare la testa in modo che Lucius non possa vedere il suo mezzo sorriso, Dan che finge di cercare qualcosa nella borsa che è poggiata accanto a lei e siccome so per certo che per Emy è assolutamente impossibile trattenersi dal ridere, fingo di farle il solletico, così che le sue risate possano sembrare dovute a me e non a Nicole.
“E cosa c’è da decidere, scusa?” interviene Mirdiana che, seduta accanto a Jake, gli stringe la mano “E’ una festa…una semplice festa d’inizio anno…un’ottima occasione per stare tutti insieme…”
“Appunto…tutti…i Serpeverde non si mischiano agli altri così, come se nulla fosse…” la riprende Lucius.
“Uff…ancora con questa storia…”
“Ha ragione Mirdi, è una festa, mica un incontro che deciderà le sorti del mondo! Andiamo, ci divertiamo, insultiamo un po’ Potter e compagnia e finisce lì…” continua Jake, che credo abbia detto l’unica cosa sensata da che lo conosco. L’influenza di Mirdiana su di lui inizia a farsi sentire…
“E poi scusate, non ho capito…” interviene Cissa “Dobbiamo deciderlo insieme se andare o no? Non può decidere ognuno per sé?”
“In effetti…” commenta Ray, che però si zittisce subito dopo che Bella gli lancia una pessima occhiata.
“Ok, allora fate un po’quello che volete. Pensavo fossimo un gruppo e che fossimo tutti d’accordo su determinate cose…ad esempio che i Serpeverde non si mischiano a certa gentaglia come se nulla fosse, ma se volete partecipare alla festa, così sia!” conclude Malfoy, alzandosi in piedi ed uscendo dalla Sala Comune.
Come da copione. Se le sue idee non vengono accettate, si incazza e se ne va, senza lasciare agli altri il diritto di replicare.
Dopo la solita uscita di scena plateale di Lucius, ci guardiamo tutti intorno per un attimo finché i nostri sguardi non ricadono tutti su Bella.
“Ehi, non guardate me! Per quanto mi riguarda, una festa è sempre una festa…al massimo prendiamo un privè! O sterminiamo tutti, come preferite…”
“Va be’, direi che abbiamo deciso, no? Chi è per andare alla festa?” chiede Dan, prevedendo già la risposta.
Infatti, come era ovvio, tutti alziamo la mano.
“Perfetto! Quindi direi che possiamo anche iniziare a pensare all’abbigliamento…ho già in mente un paio di cose…” continua Emy, alzandosi e facendo segno a Dan di seguirla, cosa che fanno poi tutte le ragazze.
“Ci vediamo dopo…” mi dice poi Emy, prima di uscire con le altre dalla Sala Comune, dirette al dormitorio delle ragazze.
“Oh ma certo che tu sei scemo, comunque…” dice Ray prendendo il posto che era di Dan, più vicino a me.
“Io?” chiedo colto alla sprovvista, guardandomi attorno.
“No, mio nonno…come ti è venuto in mente di dire quella cosa della tizia Corvonero davanti a Emy?”
“Aspetta, aspetta…” interviene Jake, facendosi più vicino “Chi è questa tizia? Perché non ne so niente?”
“Uff...” sbuffo annoiato “nessuno…hai presente l’amica di Chris, Lakeisha?” chiedo e Jake annuisce.
“Ovvio che ce l’ho presente…come fai a non avere presente una così?”
“Ecco…niente, oggi mi ha beccato in pieno mentre cercavo di uccidere Black e anziché darmi una punizione, mi ha consegnato l’invito per la festa”
“A mano?” chiede Jake, incredulo.
Annuisco con un movimento del capo. Non capisco cosa ci sia di tanto strano…
“Ma tu lo sai che è un onore riservato a pochi la consegna degli inviti a mano? Una cosa assolutamente fuori dal normale…” continua il ragazzo, mentre io continuo a non capire l’eccezionalità dell’evento.
“E’ vero Jar, sarà successo sì e no quattro volte nella storia delle Waves Lady…tutte a te le fortune, eh?” mi chiede, sarcastico, Ray.
“Comunque ha ragione Ray, sei scemo? Dire davanti a Emy che Lakeisha ti ha dato l’invito…lo sai com’è Emy, no? O quando ti sei tagliato i capelli, ti han tagliato anche un pezzo di quel poco cervello che avevi?”
“Qualcosa contro il mio nuovo taglio di capelli?” chiedo minaccioso.
Li ho tagliati subito prima di tornare a scuola. Dopo l’estate passata con Ray, decisamente fuori dagli schemi, avevo voglia di cambiare qualcosa. E un taglio netto ai miei capelli mi è sembrato il modo migliore per iniziare.
“No…solo non mi sono ancora abituato…” risponde Jake “E comunque continui a non rispondere…”
“Ok…a parte il fatto che non vedo l’eccezionalità dell’evento…è un cavolo di pezzo di carta, alla fine…lo so bene che con Emy è meglio evitare certi argomenti, ma Lucius mi stava dando sui nervi e non sono riuscito a trattenermi…”
“Ma il bello è che hai detto a me che mi avresti ucciso se mi fossi lasciato scappare qualcosa…” commenta Ray.
“Taci tu, che l’hai detto a Dan…” ribatto ricordandomi la scena di poco fa.
“Va be’, che c’entra…” si difende Ray “mi avevi detto di non dirlo ad Emy, non a Dan…”
“Va be’, lasciamo perdere…”
“Appunto…chi vuole una burrobirra?” chiede Jake, facendo apparire tre bottiglie dal nulla.
“Be’, se proprio insisti…” dice Ray afferrandone due e porgendomene una, per poi inclinare il collo della bottiglia fino a colpire leggermente la mia.

JaredRobertson
commenti

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giovedì, 14 settembre 2006, 22:44

Berlino.
L'ultima tappa del nostro viaggio.
Non posso credere che sia già tutto finito, queste vacanze sono letteralmente volate! Tra qualche giorno saremo di nuovo ad Hogwarts, tra quelle quattro mura. E come se non bastasse, inizieremo il settimo anno, quello più duro, quello del diploma.
Io e Ray siamo nella nostra tenda, è sera. Stasera a letto presto, domani si ritorna a casa e ci aspetta un bel viaggio.
«Ehi Jar...pensavo...Cosa ne dici se prima di tornare definitivamente a casa, facessimo un'ultima tappa?» mi chiede il mio amico di punto in bianco, alzando quanto basta la schiena dal sacco a pelo e reggendosi con un braccio posato a terra.
«Dove?» chiedo incuriosito.
Se devo essere sincero, l'idea mi attira non poco...non ho nessunissima voglia di tornare alla solita routine.
«In Belgio...da William...»
Ok, la voglia di visitare un'ultima città sta improvvisamente svanendo. So quello che Ray sta per aggiungere.
«...e le ragazze...»
Non rispondo nemmeno, mi limito a sdraiarmi nuovamente, con le mani incrociate sotto la nuca, a guardare la tenda sopra di me.
«E dai Jared! Smettila di fare il testone, lo so che ci tieni ad Emy, non hai fatto altro che parlare di lei per tutta la vacanza!» mi riprovera il mio amico, mettendosi a sedere.
«Sì ma un conto è parlarne, un conto è trovarmela davanti. Cristo, si è fatta quell'idiota di Black davanti ai miei occhi! Hai la minima idea di quanto mi abbia fatto incazzare la cosa, Ray?» chiedo mettendomi a sedere a mia volta.
E'vero, Emy mi manca, e anche parecchio. Mi manca tutto di lei, la sua voce, il suo sguardo, il suo odore, le sue mani. Tutto. Perfino le infinite litigate con lei mi mancano.
«Ne abbiamo parlato milioni di volte, lo so bene...però non puoi lasciarti condizionare da quel cretino Rinnegato, non credi?»
«Infatti non mi lascio condizionare da lui! Però non so se l'ho superata, ecco tutto. Non so quale potrebbe essere la mia reazione, quando mi troverò davanti ad Em. Non so se l'ho perdonata...»
Ray mi guarda...so che lui vorrebbe andare in Belgio, so benissimo che vorrebbe vedere Dan al più presto. E dopotutto glielo devo, l'ho tenuto lontano da lei per tutta l'estate, per tutto questo tempo si è sorbito le mie lamentele.
«Ok!» dico infine «ma non aspettarti chissà che...lo faccio solo per te e Dan, sia chiaro!»
«Perfetto! Tanto ci saremmo andati comunque in Belgio, ho già scritto a Dan e dice che non ci sono problemi, ci stanno già aspettando!» mi risponde ridendo.
«Ma allora che cavolo me l'hai chiesto a fare, scusa?» chiedo rimanendo serio. Mi sono fatto fregare come l'ultimo dei cretini!
«Oh be', tanto sapevo che alla fine avresti ceduto, no? Ti conosco fin troppo bene, vecchio mio...»
Ray si lascia cadere indietro sul sacco a pelo, e io faccio lo stesso.
«Buona notte!» diciamo all'unisono.
Ma ci metto un po'ad addormentarmi.
Il solo pensiero che domani finalmente vedrò Emy basterebbe a tenermi sveglio per una settimana di fila.


***

Atterriamo con i nostri manici di scopa nel giardino della villa di William, dopo ore di volo.
Quasi non facciamo in tempo a posare i piedi a terra, che il portone principale si apre e ne esce Dan. Di corsa arriva verso di noi e letteralmente si getta al collo di Ray. Evidentemente stava aspettando il nostro arrivo, appostata dietro qualche finestra.
«Ehi Rompina, che accoglienza!» dice Ray, subito dopo averla baciata.
Ecco, ecco perchè non volevo tornare, perchè non volevo venire qui.
Nessuno si butta tra le braccia di Jared in questo modo.
Fingo di sistemare qualcosa nello zaino, per evitare di guardare i due che, pur senza volerlo, suscitano la mia invidia.
«E tu Jar come stai?» mi chiede d'un tratto Dan, avvicinandosi a me e abbracciandomi.
Come vorrei che fosse Emily e non Dan....
«Be', non c'è male, dai...stanco per il viaggio, ma per il resto va tutto bene...tu?» chiedo liberandomi dalla sua presa.
«Benissimo! Dai, entriamo...ci sono William e Julian che vi aspettano!»
Ci avviamo verso l'entrata. Dan e Ray davanti, iniziano a parlare e a ridere come fanno sempre. E io dietro, con lo zaino in spalla e la scopa in mano. Arriviamo davanti alla porta, Dan sta per aprire, ha già una mano sulla maniglia.
«Aspetta un attimo Dan..» dico, e lei si blocca, voltandosi verso di me.
«Cosa? Qualcosa non va?»
«Mi chiedevo...be' sì, insomma...mi chiedevo dove sia Emy...» domando con un po'di imbarazzo, portando una mano dietro la nuca e lo sguardo a terra.
Ray e Dan si scambiano uno sguardo.
«E' di sopra, in camera sua...voleva scendere a salutarvi, ma non sapeva come l'avresti presa...non sapeva se volevi vederla o no...»
Esatto.
Voglio vederla o no?

***

Io e Ray ci siamo sistemati, abbiamo salutato William, Julian, abbiamo raccontato loro una piccola parte delle nostre avventure estive.
Ora siamo in quella che per qualche giorno sarà la nostra camera. Ray è sotto la doccia, io sono sdraiato sul letto, un letto vero finalmente!
Dovrei andare a salutarla, forse. Dovrei andare a vedere come sta.
Ma d'altra parte, questa è più casa sua che mia, siamo noi gli ospiti e lei non si è nemmeno degnata di venire a salutarci!
«Basta!» dico a me stesso, alzandomi dal letto.
Infilo le scarpe, mi dò una sistemata ai capelli ed esco dalla stanza, dirigendomi verso quella che Dan mi ha indicato come la camera di Emy.
Busso e dopo qualche secondo la porta si apre.
Emy rimane un attimo interdetta, evidentemente non si aspettava che fossi io...
«Jared...» dice soltanto.
Rimaniamo a guardarci per qualche secondo, senza dire niente.
«Come stai?» dico alla fine, per rompere la tensione che si è creata.
«Bene...sto bene...tu?» mi chiede rimanendo lì, davanti alla porta.
«Tiro avanti...»
Poi Emy fa un passo verso destra, facendomi segno di entrare.
Si chiude la porta alle spalle, poggiandocisi poi contro con la schiena.
Mi ero dimenticato di quanto fosse bella, di quanto io possa perdermi nei suoi occhi e non capire più niente.
«Senti Jar...io...mi dispiace, davvero. Mi dispiace per tutto quello che è successo. Io spero che tu mi abbia perdonata...è che mi sei mancato così tanto! Volevo scriverti, ma poi avevo paura della tua reazione...anche prima volevo scendere a salutarvi, ma poi ho pensato che magari non volevi vedermi, che magari per te in questo mese è cambiato tutto...magari ti sei trovato un'altra, che ne so...magari non te ne frega più niente di me...d'altra parte, l'ho fatta grossa, me ne rendo conto. In fondo era solo un bacio, è vero, ma a Black..e io so quanto tu odi Black...insomma, sono stata una stronza...è stata una cosa senza senso...adesso me ne rendo conto...mi dispiace così tanto Jared, davvero...»
Rimango lì, in piedi in mezzo alla stanza, a guardare Emy che parla ininterrottamente, senza riuscire a guardarmi in faccia. E' buffa, a volte, mi fa sorridere. Però tutto quello che sta dicendo, ogni singola parola, mi riempie il cuore di gioia.
«Ehi!» la interrompo «Ti lascio un mese sola con Dan e diventi logorroica come lei?»
Emy smette di parlare, alza lo sguardo e finalmente riusciamo a guardarci negli occhi. Mi sorride. Dio se mi mancava quel sorriso!
Mi avvicino a lei, le sfioro una guancia col dorso della mano.
«Anche tu mi sei mancata, sai? E non c'è nessun altra, ci sei solo tu. E le colpe non sono tutte tue, se hai fatto quel che hai fatto, è perchè sono stato io il primo a fare lo stronzo...ma ora non parliamone più, ok?»
Mi avvicino a lei quel tanto che basta per baciarla. Un momento che aspettavo da mesi e che spero possa segnare un nuovo inizio.

JaredRobertson
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lunedì, 17 luglio 2006, 11:01

Tra qualche giorno si parte. Tra qualche giorno si parte, si torna a casa. Tornare in quello schifo di casa e vedere quanto Lizzie venga trattata male non è esattamente quello che mi aspetto da queste vacanze. Ma d'altra parte, con Emy le cose vanno da schifo, quindi non credo di avere molte altre alternative.
Me ne sto sdraiato sul mio letto, gli altri sono scesi a fare colazione, poi per quel che ne so dovrebbero tornare su ed iniziare a preparare i bauli.
Non ho voglia di farlo, di preparare i bagagli e partire per tornare a casa, non ho voglia di mangiare, non ho voglia di alzarmi da questo letto, non ho voglia di fare niente.
L'unica cosa che vorrei è addormentarmi adesso e risvegliarmi a settembre, per non dover passare tutta l'estate da solo.
Chi diavolo è adesso? Penso quando qualcuno bussa alla porta.
«Avanti» rispondo con poca voglia, senza nemmeno alzare la testa dal cuscino.
«Jared...» è Emy ad entrare dalla porta, l'ultima persona che avrei voluto vedere in questo momento.
«Sparisci» dico semplicemente, rigirandomi a pancia in giù per non vederla.
La ragazza si chiude delicatamente la porta alle spalle e muove qualche passo all'interno della stanza.
«Jared...forse dovremmo parlare...»
«Non hai niente di meglio da fare? Non hai niente da preparare per la partenza? Non hai nessuno da salutare?» dico sempre senza guardarla in faccia. Intanto lei si è seduta sul letto di Lucius e mi guarda, sento il suo sguardo su di me.
«Jar non...non fare così...io...»
«Tu? Tu cosa? Ti sei fatta la persona che odio di più sulla faccia della terra, cosa dovrei fare? Dovrei farti i complimenti, forse?» sbotto mettendomi a sedere di scatto sul letto.
«No, non devi, ho sbagliato, lo so..però anche tu...» mi dice lei, mentre il suo tono si fa un po'più aspro.
«Anche io cosa? E' vero, ultimamente non sono stato un ragazzo modello, lo ammetto...ma da questo a farsi un'altra, c'è un po' di differenza, non credi?»
«Ah sì? E cosa mi dici di quella...della Finch?» mi chiede secca, guardandomi fisso negli occhi.
«La Finch? Ma sei impazzita? Tra me e la Finch non c'è niente, niente di niente...quanta fiducia che hai in me...» aggiungo alla fine, deluso dal suo comportamento.
«Ah no? Ma se vi ho visti, in riva al lago!» sbotta lei alzandosi in piedi.
«Questo non vuol dire che io me la sia portata a letto, non credi? Senti, fammi il favore, esci da questa stanza...» dico alzandomi finalmente dal letto, dirigendomi verso la porta e aprendola.
Lei mi guarda per un attimo con gli occhi lucidi, per poi alzarsi ed uscire, non prima di avermi detto per un'ultima volta quanto sia dispiaciuta.

***

«Cos'è 'sto casino?» dice Ray entrando in camera e notando che, in effetti, ho sparso sul pavimento praticamente ogni cosa contenuta nei nostri armadi.
«Sto cercando una cosa...» dico senza badare più di tanto a lui, continuando a cercare nel mio baule.
«Cosa?»
Ray cerca intanto di andare verso il suo letto, provando ad evitare quello che c'è sparso in giro.
«Lo vedrai...ah, è passata di qui Emy, sai?» dico con noncuranza, come se la cosa non mi importasse.
«Emy? Avete chiarito?» mi chiede speranzoso.
Smetto di cercare e mi giro verso di lui.
«No! Scusa, tu la perdoneresti Dan se si facesse...che so...Bale?»
«Ehm...non saprei...non credo sia un'ipotesi tanto reale, sinceramente...»
«Ecco vedi, è proprio questo il punto. Tu hai fiducia in Dan, non è vero?» gli chiedo sedendomi di fronte a lui.
«Certo, che domande!»
«Ecco. Emy non si fida di me, quindi può andare al diavolo. Sai cos'è venuta a dirmi? Che secondo lei io mi sarei fatto la Finch! La Finch, ma ti rendi conto? E perchè poi? Perchè mi ha visto scambiare due parole con lei in riva al lago...e io invece l'ho vista, l'ho vista con i miei occhi mentre baciava quello schifosissimo Black!» concludo, rialzandomi e ricominciando a cercare.
E' sinceramente strano che io parli così tanto, e soprattutto che parli così tanto dei fatti miei senza che nessuno mi chieda niente. Ma ho bisogno di sfogarmi con qualcuno, altrimenti spacco tutto. E poi ora sembra che le cose con Ray siano tornate come erano un tempo.
«Ci avrei messo la mano sul fuoco, Jar. Sapevo che non avresti mai potuto combinare niente con la Finch...» mi dice Ray sdraiandosi sul letto.
«Meno male, qualcuno che ancora si fida di me esiste! La Finch mi ha semplicemente chiesto un favore e mi è sembrato giusto aiutarla, tutto qui.»
«Eh? Tu hai fatto un favore ad una Grifondoro? Ti senti poco bene, Jar? E che favore ti ha chiesto, di uccidere Black? Perchè penso che questa sia l'unica cosa che saresti disposto a fare per una Grifondoro...»
«No...no...lascia perdere, non posso dirtelo Ray...» dico ripensando alla Finch e che in fondo non è giusto che io spiattelli i fatti suoi in giro. Conoscendo poi i miei compagni Serpeverde, userebbero di sicuro la storia di suo padre contro di lei e non mi sembra giusto.
«Oh...ok...come vuoi...l'importante è che tu non te la sia fatta, comunque...»
«Non preoccuparti...trovata!!» esclamo alla fine vedendo sul ripiano più alto dell'armadio di Lucius quello che cercavo e che con un incantesimo d'appello faccio finire dritto dritto nelle mie mani. Una pergamena più grande del normale, arrotolata.
«Sai cosa ti dico Ray?» gli chiedo con un entusiasmo che da ormai troppo tempo non avevo.
«Cosa?» mi dice mentre si alza avvicinandosi al mio letto, sul quale sto aprendo la pergamena, una grossa cartina di tutta l'Europa.
«Che io e te quest'estate ci facciamo il giro dell'Europa sui nostri manici di scopa! Che ne dici? Francia, Italia, Germania, Spagna, Bulgaria...tutto, tutti gli stati d'Europa!» dico indicando i diversi stati sulla mappa.
«Io e te?» mi chiede Ray allibito.
«Sì, te ed io...Ray e Jared...»
Ray mi guarda, mordendosi il labbro inferiore.
«Cosa?» gli chiedo, perchè so che quando fa così c'è qualcosa che vuole dirmi, ma non ha il coraggio di farlo.
«Be'...in realtà...quest'estate io pensavo di passarla con Dan...è la nostra prima estate insieme...insomma, pensavo di fare i primi giorni a casa dai miei e poi andare da qualche parte con Dan...non ne abbiamo ancora parlato a dire il vero, ma...»
Certo, che idiota, non avevo pensato a Dan. E' anche normale che vogliano passare le vacanze insieme. Voglio dire, se io stessi ancora con Emy, vorrei passare le vacanze con lei, mi sembra normale. Ma ciò non toglie che io sia deluso, mi ero entusiasmato come un bambino all'idea di passare le vacanze col mio migliore amico, lontano da tutto e da tutti, ma non avevo pensato che lui avrebbe potuto rifiutare.
«Oh...ok...ok, non c'è problema, davvero! Non avevo pensato a Dan, ma è giusto...anche io se stessi ancora con Emy vorrei passare l'estate con lei...» dico ripiegando la pergamena e cercando di nascondere la mia delusione.
«Jar sei sicuro che vada tutto bene?» mi chiede mettendomi una mano sulla spalla.
«Sì, non preoccuparti Ray, va tutto bene! Lo farò da solo il giro dell'Europa, o con qualcun altro...con Lucius visto che anche lui e Cissy sono in rotta...o con Jake, tanto Mirdiana sarà lontana tutta l'estate...o con Chris...non c'è problema, davvero!»
«Ok...al massimo puoi passare da me qualche giorno, lo sai che sei sempre il benvenuto a casa West, no?»
«Certo..certo, ti farò sapere, grazie...senti, vado a mangiare qualcosa...ci vediamo più tardi, ok?»
«Ok...a dopo!»
Esco dalla stanza e in realtà non vado in Sala Grande, ma in giardino a pensare a quanto il mio carattere schifoso mi abbia fatto diventare una delle persone più sole e tristi di Hogwarts.

JaredRobertson
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sabato, 20 maggio 2006, 23:24

Mi sento un idiota a camminare da solo per Hogsmeade.
Non sono qui con Emily, come avrebbe dovuto essere. Con lei non ci parlo da quella litigata furiosa ed inutile che c'è stata prima del ballo. Già, il ballo...quella è stata l'ultima volta che sono stato in sua compagnia, ma era come se fossi da solo anche quella sera.
Sono un vero idiota...nessuno degli altri mi ha chiesto di unirmi a loro per questa giornata ad Hogsmeade e non posso certo biasimarli. Sono stato uno stronzo ultimamente, con tutti quanti, ed è ovvio che nessuno voglia passare la giornata con una persona con un carattere schifoso come il mio.
E quindi me ne sto qui a passeggiare per le vie del centro, trascinando i piedi e con le mani nelle tasche dei jeans, guardandomi in giro con aria annoiata, senza in realtà vedere niente.
Avrei potuto tranquillamente starmene al castello, in effetti...ma quelle mura ormai mi sono diventate troppo strette, per una volta che ho l'occasione di uscire, non potevo di certo lasciarmela scappare.
Certo però che passare davanti a Zonko, negozio fondamentale per la buona riuscita degli scherzi miei e di Ray, quando ancora ci parlavo con Ray, non è di certo di grande aiuto.
E nemmeno passare davanti a Mielandia lo è, dove ogni volta Emy faceva incetta di caramelle.
E a dirla tutta, non aiuta nemmeno passare davanti all'entrata dei Tre manici di scopa e vedere che gli altri sono lì a divertirsi. Ci sono tutti, tranne Emy.
Chissà che starà facendo? E pensare che basterebbe una parola e tutto si sistemerebbe. E invece no, sono uno stupido orgoglioso, un "serpeverde della peggior specie", come mi ha detto proprio Emy l'ultima volta che ci siamo parlati. Ed è proprio questo che mi impedisce di andare da lei e chiarire tutto.
Continuo intanto la mia camminata solitaria e noiosa, svolto in un vicolo ancor più solitario, ed è allora che mi accorgo che davanti a me, a qualche metro di distanza, c'è la Finch che insegue un uomo.
«Finch!» urla lei ad un certo punto e l'uomo si gira.
Non mi va, non mi va per niente questa storia, non voglio farmi i fatti della Finch, non voglio farmi coinvolgere più di quanto già non lo sia. Svolto allora in un altro vicolo, un po'più buio e un po'più stretto di quello precedente.
E questa volta davvero non posso credere a quello che vedo.
Emy e Black.
Che si baciano.
Ancora lui, per l'ennesima volta quel verme schifoso è riuscito a mettersi tra me e lei, ad approfittare di un momento di debolezza nella nostra storia e a farmela sotto il naso.
Ed Emy...per l'ennesima volta ha preferito lui a me, per l'ennesima volta è corsa da lui in un momento di difficoltà, per l'ennesima volta mi sta prendendo in giro.
Rimango per un attimo lì a fissarli, come impietrito, incapace di compiere un qualunque movimento, nessuno dei due si è accorto di me. Poi lo sguardo di Emy incrocia il mio e senza dire una parola mi volto e me ne vado. Non ho la benchè minima voglia di mettermi a litigare con lei e nemmeno con Black, ora come ora. Ma prima o poi mi pagherà anche questa quello stupido Rinnegato.
Ora no però, ora tutto quello che voglio è andarmene da qui, da questo posto, tornare al castello e non pensare a niente.
Sento Emy chiamarmi e Black dirle di lasciarmi perdere.
Faccio finta di niente e continuo per la mia strada, sono stanco, stanco di camminare, stanco di farmi prendere in giro da quel pezzente e stanco di tutta questa storia.

***

E' stato un attimo, trovarmi lì davanti Ray e sfogarmi con lui è stata la cosa più naturale che potessi fare, come è giusto che sia tra due buoni amici.
Perchè è questo quello che siamo, in fondo.
Parlare con lui, come ai vecchi tempi, mi ha fatto indubbiamente bene. Ho capito che c'è ancora qualcuno su cui io possa contare, nonostante il mio carattere schifoso, che mi porta ad allontanarmi da tutti, o che più probabilmente porta tutti ad allontanarsi da me.
Credo ci sia ancora della strada da fare per ritornare quello che eravamo prima, la coppia di amici inseparabili che eravamo, ma questo è stato un buon inizio.
Ray mi mancava, è inutile che lo neghi, così come mi mancavano tutte le stronzate che facevamo insieme io e lui, insieme a Jake e Chris.
Ed è proprio quello che riprenderemo a fare.
Una pozione polisucco, per prendere il posto dei quattro cretini Grifondoro è quello che ci vuole per riuscire a scoprire quale possa essere il punto debole di Bale.
Bale deve capire chi comanda qui dentro, deve capire che non può arrivare dal nulla e prendere a pugni uno di noi. E per questo ora la pagherà cara.
«Allora Chris, a che punto sei con la tua opera?» gli chiedo quando casualmente lo incontro nei corridoi.
«A un ottimo punto...quegli appunti di Mirdiana sono miracolosi, per domani sarà tutto pronto. Avvisa gli altri, ci troviamo nel bagno del primo piano alle 2, intesi?»
«Perfetto...a domani allora!» gli dico dandogli una pacca sulla spalla.

***

Sono ormai un paio di giorni che la osservo ed è impossibile beccarla da sola. Ci sono sempre quei cretini dei suoi amichetti a farle da guardia del corpo.
Ho sentito che Hale l'ha presa in giro, che è stato trovato con un'altra...guarda un po'che coincidenza, è una storia che mi è abbastanza familiare.
Finalmente riesco a trovarla in un momento in cui è da sola, in cortile, sotto il solito albero a guardare il lago. Non c'è nessuno in giro, visto che è ora di pranzo.
«Non pranzi, Finch?» le chiedo avvicinandomi.
«E tu Robertson?» mi risponde scontrosa.
«Io no...non ho fame...» le dico rimanendo in piedi, appoggiandomi con la schiena all'albero.
«Be', nemmeno io...dai Robertson, sparisci, ok? Non mi va di perdere tempo con te...»
«Ma come siamo scontrose oggi, Finch...» dico incrociando le braccia al petto.
«Già, te l'ho detto, sparisci...»
«Ti ho vista ad Hogsmeade...» le dico dopo un attimo di silenzio, senza voler essere scontrosos, con un tono che poteva anche sembrare amichevole.
«Cosa?» mi risponde stupita.
«Era tuo padre quello?» le chiedo sedendomi a mia volta ai piedi dell'albero.
«E tu come lo sai?» mi chiede a sua volta, voltandosi a guardarmi.
«Be', non ci vuole un grande intuito...l'hai chiamato Finch e si è girato...» le dico col tono di chi afferma l'ovvio.
«Già...era lui...ma che te importa, si può sapere?» mi chiede ritornando sulla difensiva.
«Niente, ma considerando che te ne stai qui tutta sola, non dev'essere stato un grande incontro, no? E poi credo di essere l'unico privilegiato a conoscere la storia di tuo padre...ho pensato che magari ti andava di parlarne con qualcuno...»
Perchè lo sto facendo, perchè? In fondo è vero, a me che importa di lei e di tutta la sua storia?
In effetti non riesco a trovare una risposta convincente, l'unica cosa che so è che mi spiace vederla così, anche per via di Hale. In fondo siamo nella stessa situazione, no?
«Già...sei l'unico...puoi ritenerti fortunato, no? - mi dice con un sorriso ironico - Comunque Robertson, sappi che non sono nessuno per mio padre, così come lui non è nessuno per me...»
«Capisco...mi spiace...» aggiungo poi con un filo di voce.
In fondo è anche colpa mia, no? Avrei potuto tenermela per me quella lettera, volendo. Lei non avrebbe conosciuto suo padre e ora non starebbe così.
«Non è colpa tua, te l'ho chiesto io di informarti sul conto di mio padre, no?» mi dice lei d'un tratto.
«Eh?»
«Non è colpa tua...» ripete.
Ok, non riesco a capire come faccia, ma ci riesce sempre. Ogni volta che parlo con la Finch è la stessa storia, riesce a capire alla perfezione quello che sento.
«Ok...se lo dici tu...per la cronaca, ho saputo anche di Hale...»
«E io ho saputo della Darcy...» mi risponde seria.
«Bella coppia di sfigati che siamo!» le dico per sdrammatizzare e la cosa sembra funzionare, visto che la ragazza si mette a ridere.
Non riesco proprio a capire perchè lo sto facendo.
«Va be', io torno dentro - dico alzandomi - non ci pensare Finch...a tuo padre dico, e a quell'altro cretino di Hale...» concludo dirigendomi verso il castello e alzando una mano in segno di saluto.
«Ci proverò Robertson, ci proverò...»

JaredRobertson
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mercoledì, 19 aprile 2006, 14:47

Seduto sulla balaustra di uno dei tanti terrazzi di Hogwarts, con la schiena contro il muro e le ginocchia al petto, guardo il lago dall'alto e penso.
Penso che Emy aveva ragione l'altro giorno, quando mi accusava di essere scostante e poco presente, penso che mi mancano Ray e Lucius e che se dovessi perdere anche Emy rimarrei completamente solo.
Penso che se dovessi trovare Black, quello piccolo, da qualche parte, gli spaccherei la faccia, e questa volta davvero, perchè non doveva nemmeno azzardarsi ad immaginare di poter andare al ballo con Lizzie.
In giardino vedo la Finch con Hale che passeggiano. Almeno lei sembra essere felice in questo momento. Ma credo sia solo apparenza, non dev'essere stato piacevole leggere la lettera che le ho dato, scoprire che la persona che anni fa l'ha abbandonata è ora a pochi chilometri da lei.
Poi una voce mi fa sussultare e quasi cadere.
«Pensieroso?»
«Va' a quel paese, Chris! Mi hai fatto prendere un colpo...»
«E che sarà mai!» dice puntando le mani sul marmo freddo della ringhiera e con una leggera spinta delle gambe, si siede davanti a me.
«Certo, ne riparleremo quando mi verrai a trovare in infermeria perchè sarò caduto da 50 metri a causa di un imbecille che mi avrà fatto prendere un colpo, ok?» gli dico colpendo leggermente la sua gamba con la punta del piede.
«A proposito di infermeria...hai saputo di Cissa?»
Lo guardo per un attimo, inarcando le sopracciglia. Non ho saputo niente che riguardi Cissa, ultimamente non parlo con nessuno che non sia Emy e lei non mi ha detto niente.
«No...e sinceramente non credo mi interessi, sai?»
«Ah no?» mi dice quasi come se volesse sfidarmi.
«No. Ultimamente tutto quello che riguarda Cissa o Lucius non è più di mia competenza.» rispondo deciso.
«Ok...nemmeno se ti dicessi che lei, Black e Mirdiana hanno avuto un incontro ravvicinato con quel maledetto albero e ora non è esattamente nella migliore delle condizioni?» dice indicando con un cenno del capo il platano picchiatore.
«Chris ti ho detto che non me ne frega niente...»
«Ok...poi un giorno mi spiegherete cosa diavolo avete tutti quanti...»
Rimaniamo un attimo in silenzio, poi mi rendo conto di quello che ha detto Chris.
«Aspetta, quale Black?» gli chiedo.
«Vedi che allora ti interessa...!» mi dice prendendomi in giro.
«Ti ho chiesto quale Black...quello piccolo e stupido o quello grande e rinnegato?»
«Quello grande, Sirius...» mi dice serio.
Se mi avesse detto Regulus ci sarei rimasto male. Un po' perchè vorrei togliermela io la soddisfazione di mandarlo in infermeria. E un po' perchè poi Lizzie sarebbe rimasta senza cavaliere per il ballo. Io sarei stato solo felice di non vederla accompagnata da quell'imbecille, ma lei ci sarebbe rimasta molto male.
«Non sei contento? Il tuo eterno rivale colpito dal platano...» mi dice vedendomi pensieroso.
«Ma piantala! Rivale...io sono molto meglio di quell'idiota!» rispondo ridendo.
«Oh...finalmente sei tornato quello che conoscevo!» mi dice sollevato, appoggiando le mani sul marmo dietro di lui.
«Per poco Chris...ho tanti di quei casini in testa, che nemmeno te li immagini...» dico ritorndando serio.
«Ti va di parlarne?»
«Niente di preoccupante, soliti casini con Emy, Lizzie...» dico rimanendo sul vago.
«A proposito, ho saputo che andrà al ballo con Black, quello piccolo e stupido...»
Lancio un'occhiataccia a Chris, che subito capisce dove sta il problema.
«Oh...ok, ho capito...non ne sei molto contento, vero?»
«Per niente...qualche giorno ci mando lui in infermeria, altro che il fratello...»
Chris si lascia sfuggire un sorriso.
«Be', tutto qui? Sono questi i tuoi grandi problemi?» mi chiede poi.
«No idiota...ci sono anche Lucius, Cissa, Ray... - rimango un attimo in silenzio, poi continuo tra me e me, guardando il lago - Avrei dovuto mettermi le mani in tasca quel giorno e lasciare quel dannato coso dove l'ho trovato...imbecille che non sono altro...»
«Cos'hai detto?» mi chiede Chris che ovviamente non ha capito una parola di quello che ho borbottato.
«Niente, non ho detto niente Chris - con un salto scendo dalla balaustra e sistemo i pantaloni con le mani - lascia perdere, restane fuori...è meglio per tutti e soprattutto è meglio per te, intesi?»
«Come vuoi...»
«Vado, ho lezione con Lumacorno...ci vediamo in giro, ok?»
«Ok...ci vediamo in giro...»

***

«Black!» urlo vedendo Regulus camminare lungo il corridoio, subito dopo la mia lezione di pozioni.
«Black fermati!» continuo accelerando il passo e raggiungendolo.
«Black, sei sordo o sei solo un idiota?» gli dico poi prendendolo per una spalla e facendolo girare verso di me.
«Jared...scusa, non ti avevo sentito...ti serve qualcosa?»
Regulus tiene stretti al petto un paio di libri e un quaderno di appunti. E forse è solo la mia impressione, ma mi sembra più alto dell'ultima volta. Ma probabilmente è davvero solo la mia impressione, e ora come ora non è la cosa che mi interessa.
«Black come te lo devo dire che devi stare lontano da lei?»
«Da lei...chi?»
«Già, dimenticavo che sto parlando con un imbecille...da Lizzie, da chi altrimenti? Come ti è venuto in mente di invitarla al ballo, si può sapere?» gli chiedo prendendolo per la cravatta.
«Ehi ehi, tieni giù le mani, Jared!» mi dice prendendo la mia mano e spingendola indietro, cosa che mi lascia alquanto allibito. Da quando in qua Regulus Black si permette di reagire?
«Black non pensare di impressionarmi con questa tua spavalderia, perchè per me rimarrai sempre e comunque un moccioso, chiaro? E comunque ti ho fatto una domanda, gradirei una risposta.»
«Jared, Jared...mi spiace darti una brutta notizia, ma non sono stato io ad invitare Lizzie al ballo...è stata lei ad invitare me...» mi dice con un sorrisino dipinto su quella faccia che prenderei volentirei a pugni.
«Cosa? Black non dire cazzate, non a me...sai che non ti conviene...» dico avvicinandomi di nuovo a lui, ma lui di nuovo mi allontana e non c'è cosa che mi irrita di più.
«Ti ho già detto di tenere giù le mani... - mi dice sempre più sicuro di sè - e comunque io sto dicendo la verità, se non mi credi sei liberissimo di andare a chiedere a Lizzie. Ora scusa, ma mi stai facendo fare tardi a lezione.» E detto questo mi volta le spalle e si allontana.
Non posso ancora credere a quello che ho sentito. Lizzie che ha chiesto a Regulus di andare al ballo con lei?
Non so perchè, ma questa mi sembra tanto una delle solite cazzate di Black...

***

Ho appena parlato con Lizzie, l'ho incontrata poco fa nel corridoio. A quanto pare è vero, Black non diceva cazzate. Ma perchè, perchè proprio Black? Non capisce che non è la persona per lei? Lei può avere molto meglio di uno stupido moccioso.
E' come quando Emy si ostinava e voleva Sirius a tutti i costi, non capendo che lui non meritava che lei stesse così male per lui.
Sono seduto esattamente dov'ero seduto questa mattina, quando poi è arrivato Chris. Da quassù vedo sempre il lago e di nuovo la Finch, ma questa volta è sola. E non so perchè, ma mi viene voglia di scendere e parlare con lei.
Percorro quasi di corsa tutto il corridoio, scendo le scale esco in giardino e arrivo in riva al lago, esattamente dietro la Finch che sta lì seduta, senza apparentemente fare niente.
«Finch!»
La ragazza si volta, mi guarda e butta gli occhi al cielo.
«Robertson, che vuoi? Ti ho detto che l'ho bruciata quella stupida lettera, che altro posso fare?»
«Niente!» dico sedendomi accanto a lei.
La ragazza continua a fissarmi, quasi incredula.
«Be', non posso sedermi qui?» le dico col mio solito fare scontroso.
«Certo che puoi...mi chiedevo perchè lo stai facendo...» dice sdraiandosi sul prato.
«Non pensare che lo stia facendo per te...» dico con un sorriso amaro sul volto.
«Non dire cazzate, Robertson...» risponde massaggiandosi una tempia con la mano.
«Scusa? Credo di non aver capito Finch...»
«Non ti devi sentire in colpa. Ti ho chiesto io di fare quella ricerca e non è colpa tua se ora mi sento da schifo, ok?»
Come diavolo fa? Come fa a capire al volo quello che sento dentro? E' già la seconda volta che capita, l'altra volta in Sala Grande, quando c'era anche Ray, e ora di nuovo.
«Mi sembri un po'presuntuosa, Finch...il mondo non ruota intorno a te, sai?»
Decido di mentire, mi sembra la cosa più saggia da fare.
«Come vuoi, Robertson...e allora perchè sei qui?»
«Volevo prendere una boccata d'aria...ma visto che ti dò così tanto fastidio, me ne vado...» dico alzandomi e dirigendomi verso il castello.
«Tanto meglio, Robertson...»
Alzo soltanto la mano destra, così per salutare e torno al castello, diretto in Sala Comune.

JaredRobertson
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